Biotestamento, da Firenze parte la campagna di sensibilizzazione

Quasi duecento persone sono intervenute al convegno “Biotestamento: facciamo il punto” svolto ieri 6 Novembre a Montedomini e organizzato dall’associazione scientifica Pallium, con la collaborazione di CESVOT. La vicesindaca Cristina Giachi “Eventi come questo sono importantissimi al fine di aiutare a comprendere una legge che rappresenta una grande conquista per tutti noi.”

Il 31 gennaio 2018 è entrata in vigore la Legge 22 dicembre 2017, n. 219, contenente “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”.

Come richiamato all’articolo 1 la Legge 219 “tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione della persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge”, nel rispetto dei principi della Costituzione (art. 2, 13 e 32) e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

Le DAT di una persona (indicate anche comunemente come “testamento biologico” o “biotestamento”) rappresentano una delle novità della Legge.

In previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi e dopo avere acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle proprie scelte, la Legge prevede la possibilità per ogni persona di esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto su: accertamenti diagnostici, scelte terapeutiche, singoli trattamenti sanitari. Possono fare le DAT tutte le persone che siano maggiorenni e capaci di intendere e di volere.

Il Convegno organizzato da Pallium, dopo il saluto della vicesindaca del Comune di Firenze Cristina Giachi, del presidente dei Pallium Onlus Graziano Piccardi e del presidente di Montedomini Luigi Paccosi, ha approfondito un tema di grande attualità, che riguarda la libertà di scelta dell’individuo, e ha fatto chiarezza su un argomento che genera spesso confusione con la pratica dell’eutanasia o del suicidio assistito.

Dott.ssa Valeria Cavallini, Oncologa Ass. Pallium
Quando è stata varata questa legge nel nostro servizio sanitario è stata interpretata e inserita nell’ambito delle “cure di fine vita” e di questo non si tratta. Questo è un testamento che si decide quando si è in salute. Si esprime una volontà: se io un giorno non dovessi essere più in grado di autodeterminarmi, di comunicare, per una malattia, anche degenerativa, o un trauma, come un incidente ecc., non mantenetemi in vita, non mantenete l’idratazione e la nutrizione.

Naturalmente ho diritto alle cure palliative e la sedazione viene decisa dal paziente. Quindi le Disposizioni Anticipate di Trattamento riguardano tutte le persone in buona salute e cognitivamente presenti.

Avv. Paolo Ceccherini, avvocato penalista e civilista
La Legge 22 dicembre 2017, n. 219: di cosa parla e cosa prevede il nostro ordinamento. Questa legge riguarda anche il diritto del malato, il consenso informato, il tempo di cura del medico e i suoi compiti. Il concetto di vita da un punto di vista giuridico, medico e umano.

La legge prevede anche la nomina del fiduciario: nel momento in cui si danno le disposizioni per il futuro, si può nominare una persona che si deputa, nel caso di incoscienza, idonea a far valere le scelte del paziente e che può anche cambiarle se necessario. Bisogna evitare di confondere desistenza terapeutica, eutanasia e suicidio assistito, che viene effettuato in un altro Paese. Nel suicidio assistito, a differenza della desistenza terapeutica, la morte del paziente viene anticipata rispetto al decorso naturale.

Prof. Sergio Vitale, Scuola di Studi Umanistici e della Formazione – Università di Firenze
Il tema del senso della vita è strettamente legato a quello del senso della morte. La vita ha senso e valore perché si muore. In questa prospettiva si può ritenere giustificabile che, nei limiti della legge, il soggetto voglia dare senso alla propria morte e sottrarsi a quella medicina che allunga la malattia e non la vita.

La morte come atto della mia volontà significa dare un senso a tutta la mia esistenza. Questa legge forse si sta muovendo nel riconoscimento del doppio significato etimologico di “pharmakon” che in greco vuol dire sia farmaco che veleno.

Cristina Giachi, Vicesindaca Comune di Firenze
Eventi come questo sono importantissimi al fine di aiutare a comprendere una legge che rappresenta una grande conquista per tutti. Nel nostro comune ci siamo attivati subito a seguito della pubblicazione della legge, aprendo uno sportello dedicato per chi desidera consegnare personalmente le DAT. Nell’ultimo anno sono più che raddoppiate le richieste di rilascio delle disposizioni, è attualmente sempre un po’ complicato assolvere a questo compito che richiede tempo, attenzione cura e informazione, che si scontra con i limiti di tempo e personale e di risorse del Comune. Siamo però contenti di aver messo in piedi un sistema che comunque riesce a dare una risposta in tempi ragionevoli, per chi ha invece ragioni di urgenza può anche il giorno dopo richiedere di lasciare le proprie disposizioni.

La redazione delle DAT può avvenire in diverse forme: atto pubblico, scrittura privata autenticata, scrittura privata consegnata personalmente dal disponente presso l’ufficio dello stato civile del proprio Comune di residenza, che provvede all’annotazione in un apposito registro, ove istituito (vedi circolare del Ministero dell’interno).

Al fine di supportare la cittadinanza nel redigere le DAT, presso l’associazione scientifica Pallium Onlus, con sede in Via dei Malcontenti 6 a Firenze, a attivato il servizio PUNTO PALLIUM. Con l’aiuto di un medico specialista, e la consulenza di un legale e di una psicologa, risponderanno alle domande dei cittadini sulle disposizioni anticipate di trattamento (DAT). Il servizio è gratuito e accessibile su appuntamento al numero 0552001292 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12).

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