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IRIS – assistenza per patologia oncologica

Ogni anno vengono diagnosticati fra i residenti in Toscana, circa 25.000 nuovi casi di tumore mentre 11.500 sono i decessi per questa causa. Rispetto a venti anni fa  si può osservare che è aumentato il numero delle diagnosi per tumore e che solo una parte di questo è in relazione  all’invecchiamento della popolazione. Alcuni tumori vengono diagnosticati in maggior numero  grazie a sistemi diagnostici più efficaci e immediati come per esempio il tumore della prostata (monitoraggio del PSA). Il tumore del polmone è in aumento  nelle donne mentre sia incidenza che mortalità  si riducono  se il tumore del polmone colpisce gli uomini. Per tutti i tipi di tumore si può registrare comunque una riduzione della mortalità e un aumento della sopravvivenza complessiva. Una riduzione della mortalità deve essere vista sempre come un fenomeno positivo, sia essa dovuta a una riduzione del numero dei soggetti che si ammalano (in condizioni di sopravvivenza stabile), sia dovuta  all’introduzione di nuovi ed efficaci strumenti terapeutici (quindi con miglioramento della sopravvivenza). Allo stesso modo una riduzione dell’incidenza è un indicatore sempre positivo, segno della minor esposizione a fattori cancerogeni o dell’effetto dell’introduzione di programmi diagnostici in grado di identificare lesioni che precedono la comparsa del tumore vero e proprio, come accade, per esempio, con l’identificazione di lesioni pre-invasive della cervice uterina tramite il Pap test. I progressi quindi sono stati molti e,  con l’introduzione delle terapie biologiche e l’affinamento delle terapie già da tempo in uso (chemio e radio),  comincia ad intravedersi la possibilità che una patologia oncologica possa essere curata con sempre maggiori risultati. I casi di guarigione, (calcolata a 5 anni dalla diagnosi) che rappresentano circa il 40%  sono riconducibili  all’applicazione di protocolli  di trattamento farmacologici, radianti o chirurgici. 

Il progetto si divide in due fasi:

FASE 1 – PRESA IN CARICO ALLA  DIAGNOSI E IN CORSO DI  TERAPIE PRIMARIE

1 A- Intervento sanitario. Valutazione in progress da parte dell’oncologo dell’associazione in accordo con lo specialista ospedaliero. L’intervento prevede,  ove necessario,  terapie domiciliari di supporto che hanno lo scopo di favorire il rispetto della cadenza regolare dei trattamenti chemioterapici.

1B- Intervento psicoemotivo. Nella fase immediatamente successiva alla diagnosi può essere necessario l’intervento di un supporto psicologico che aiuti ad accettare la malattia e il cambiamento della quotidianità legata ad essa.

La fase 1 comprende anche gli interventi che vengono fatti nella fase  di follow up. Nei periodi di benessere l’assistenza domiciliare viene interrotta ma il paziente può ugualmente rimanere in contatto con  l’oncologo e con  lo psicologo ai quali può chiedere consulenza specialistica.  La fase 1 può concludersi con la guarigione del paziente.

FASE 2 – FASE EVOLUTIVA E AVANZATA DI MALATTIA

2A- Intervento sanitario   L’intervento domiciliare in questa fase prevede terapie di supporto e di contenimento dei sintomi. Il dolore è un sintomo presente nel 60% dei casi, l’astenia nell’80%. A seconda della fase e del tipo di organo colpito possono essere presenti difficoltà respiratoria, nausea e vomito, inappetenza, subocclusione, disidratazione: ogni sintomo può essere trattato a domicilio  da personale specialistico (medici e infermieri) evitando al paziente inutili accessi al pronto soccorso o ospedalizzazioni (reparti ospedalieri, residenze sanitarie, hospice)

2B- intervento socioambientale. Fornitura in tempo utile dei presidi sanitari necessari (letto articolato, carrozzina, altro).

2 C–Valutazione di autosufficienza. Con l’obiettivo di mantenere l’autonomia della persona malata il più a lungo possibile, viene fatta una valutazione fisioterapica che, ove necessario prevede un intervento riabilitativo

2D- fisioterapia respiratoria. Nei casi di insufficienza respiratoria parallelamente al trattamento farmacologico e alla ossigenoterapia il fisioterapista valuta la possibilità di effettuare una fisioterapia respiratoria.

2E- Intervento psicoemotivo  A giudizio del medico che ha in carico il paziente o su richiesta del paziente stesso e  della famiglia, lo psicologo del gruppo può effettuare consulenze domiciliari. A seconda delle necessità possono intervenire volontari formati specificamente. 

  

Nella Provincia di Firenze, oltre ai diversi servizi oncologici ospedalieri e universitari, sono presenti altre associazioni che in modo benemerito e competente aiutano a domicilio i malati oncologici. Tuttavia il supporto viene fornito solo nella fase avanzata e terminale della malattia.  Pallium è l’unica onlus nel territorio fiorentino che intende seguire  i malati oncologici anche nella fase iniziale quando possono essere minori i bisogni di tipo assistenziale e invece più presenti quelli di tipo emotivo e organizzativo. Pur tuttavia  anche in questa fase può presentarsi la necessità di effettuare una terapia di supporto finalizzata al miglioramento della performance del pz in corso di chemioterapia. Inoltre nel periodo ll°, quando dovesse sopraggiungere un aggravamento della sintomatologia legato all’evolutività della malattia, il paziente conosce già l’équipe di assistenza e non deve essere trasferito ad un altro servizio. Ciò ha un impatto positivo sull’accettazione della nuova fase di malattia.   

Territorio coinvolto: Firenze e Comuni limitrofi

Obiettivo 40.000 nel 2017

Referente: dr.ssa Valeria Cavallini – Oncologa- cavallinival@virgilio.it