‘Io faccio la mia parte’, successo per la prima edizione

L’Associazione scientifica Pallium Onlus di Firenze, con il patrocinio del Comune di Firenze, del Quartiere 3 e il contributo di Unicoop Firenze ha dato vita a tre iniziative (17 e 24 settembre, 1 ottobre) dal titolo Io faccio la mia parte: scelgo, mi informo, decido volto a responsabilizzare i cittadini di fronte al rischio di contagio da Covid 19, a creare una consapevolezza individuale e collettiva maggiormente diffusa nell’ambito della prevenzione al cancro e in merito alla legge 219, ossia al consenso informato relativo al trattamento fine vita.

Gli incontri si sono tenuti in Piazza Bartali a Firenze e sono stati moderati dal giornalista e direttore responsabile di Pallium Informa Milko Chilleri. Il primo, relativo alle problematiche Covid 19 e alla tipologia di comportamento da tenere durante la pandemia in corso, si è aperto con il saluto della Vicesindaca Cristina Giachi e quello del Presidente dell’associazione Mario Vannini.

A seguire Piergiorgio Rogasi, internista infettivologo di Careggi, ha portato un po’ di chiarezza in una situazione che indubbiamente negli ultimi mesi non ha risparmiato considerevoli divergenze di opinione:

“L’informazione medica televisiva per me è stata scandalosa, cioè io ho avuto diverse volte l’impulso di rompere il televisore perché vedi persone che tengono per motivi preconcetti posizioni diverse e dicono una il contrario dell’altra. E se ne sono viste diverse nel tempo, ripeto, quella ultima di ora del virus che è diventato più attenuato non è vera. Semplicemente non è vera.”

In questo senso ha spiegato infatti che la Diamond Princess ha permesso di comprendere cosa accade in una comunità chiusa, in cui circoli un virus. La forza d’urto del virus è stata ed è tuttora quella. Rogasi ha quindi aggiunto:

“E se andremo a calcolare quello che succede ora e nei mesi futuri, tanto più noi saremo capaci di trovare tutti i casi, tanto più noi vedremo quello. Quindi 100 persone infette, una metà senza sintomi, un 15% con polmoniti, un 5% in terapia intensiva, un 1% morto. Sarà qualcosa di questo ordine di grandezza.”

Parole che se da un lato mostrano l’indubbia serietà della situazione, dall’altro consentono di averne una visione più razionale grazie all’analisi delle cifre. Quali sono le informazioni semplici da tenere presente, dunque? Lavarsi spesso le mani, non portarle per nessuna ragione al volto quando si è toccato superfici esposte al pubblico senza prima essersele igienizzate, indossare la mascherina in luoghi chiusi dove siano presenti altre persone e mantenere la distanza di sicurezza, areare i locali e qualora non sia possibile ottenere una corretta aerazione evitare di soggiornarvi troppo a lungo.

Poche semplici norme igieniche e di buon senso che permettono di annullare il rischio di contagio in modo da non permettere alla malattia di diffondersi: ha ricordato infatti Rogasi che la maggior parte di noi può superare il virus senza nemmeno accorgersene dopo averlo contratto, ma è importante evitare di prenderlo per non permettere al Covid di circolare, magari raggiungendo soggetti deboli e a rischio. Del resto l’esperienza degli ultimi mesi con il virus ha lasciato un segno indelebile in ognuno di noi, anche in chi non è stato per sua fortuna direttamente coinvolto nella malattia o in quanto contagiato o per lavoro. Questo dato risulta drammaticamente evidente anche nelle parole dell’infermiera professionale Terapia intensiva Ospedale Careggi Elisabetta Vannini che ha affermato:

”È difficile. Ora per me è difficile ricominciare. Ce ne siamo accorti perché, come diceva il Rogasi, abbiamo di nuovo tre casi. In realtà non è mai finita per noi perché anche durante l’estate avevamo pazienti, però ovviamente l’organizzazione che vi raccontavo prima di avere tutto il reparto chiuso è stata di nuovo cambiata perché le regole cambiano praticamente tutti i giorni da noi. Quindi se durante il periodo estivo si poteva entrare sempre tutti bardati, era un po’ più leggere come lavoro, adesso si è ricominciato ad avere il reparto chiuso e a dover entrare tutti bardati e forse sta diventando un po’ pesante però per ora resisto.”

All’incontro di giovedì 24 settembre, sempre in Piazza Bartali alle 16, il tema di discussione è stato Prevenzione e stili di vita; i relatori intervenuti sulla prevenzione al cancro ma anche ad altre malattie sono stati Valeria Cavallini, oncologa associazione Pallium, Barbara Pampaloni, nutrizionista, Nadia Boni, geriatra.

Dopo i saluti di apertura, si è passati ad analizzare il dodecalogo redatto dall’Agenzia Internazionale di Ricerca sul cancro per la prevenzione a questo tipo di malattia ma anche a molte altre che affliggono la maggioranza della popolazione (malattie cardiovascolari, diabete, ictus, ecc.): il documento, distribuito in copia anche al pubblico, è stato commentato da Valeria Cavallini che si è soffermata sull’importanza di non fumare ricordando che “l’80% dei tumori del polmone sono legati al fumo e ad esso sono legati al fumo anche tantissimi altri tumori (della laringe, della lingua, della mammella, ecc.), inoltre occorre tenere conto che i bambini di donne che fumano nascono sottopeso.

Occorre riflettere anche sul fatto che lo IARC richiede al secondo punto di rendere la propria casa libera dal fumo e di sostenere le politiche di prevenzione dal fumo sul posto di lavoro perché in questo modo si è inteso dare delle indicazioni all’individuo che vive in una società e quindi deve essere consapevole e responsabile per sé stesso e per gli altri. Non basta non fumare se tutti in famiglia o in ufficio fumano: ognuno deve fare in modo di aiutare anche la comunità a stare meglio. Anche in questo facciamo la nostra parte che è di educazione e che possiamo fare da noi, seguendo ovviamente i dati della scienza”.

Barbara Pampaloni, intervenuta sull’importanza dell’alimentazione per star bene, ha detto:

“Per quanto riguarda il concetto della prevenzione primaria, l’alimentazione è uno dei capisaldi della prevenzione. Tutti mangiamo anche più volte al giorno e spesso con poca attenzione a quello che mangiamo. Il mangiare è un’azione cronica che noi facciamo ogni giorno in maniera più o meno consapevole, ma con un inesorabile impatto sulle nostre vite. Tutti noi abbiamo competenze nel settore alimentare, ma quello che spesso sfugge è quanto il nostro modo di mangiare possa creare conseguenze sul nostro benessere. La Piramide Alimentare Toscana non è altro che una rappresentazione di uno stile alimentare che è riconosciuto dalla Comunità scientifica internazionale come lo stile alimentare migliore per fare prevenzione e per mantenere lo stato di salute. Come si deve mangiare per stare bene?”.

Infine Nadia Boni ha orientato il suo intervento sull’importanza dell’attività fisica nella terza età, utile a permettere un sano invecchiamento. Ha spiegato infatti che “sebbene sia spesso l’anziano ad autolimitarsi temendo o di essere troppo vecchio per avvicinarsi all’attività motoria o di incorrere in incidenti di sorta, sarebbe sufficiente dedicarsi mezz’ora tre volte a settimana ad attività fisica per ottenere dei benefici e allontanare lo spettro dell’invalidità in età senile”.

Il terzo incontro, svoltosi il 1 ottobre sempre presso il Centro Gavinana di Piazza Bartali, ha invece proposto gli interventi di Simone Corri, Medici Punto DAT, Enrico Palasciano, avvocato, Valeria Gandolfo, Ufficio di Stato civile Comune di Firenze, Maria Concetta Salemi, insegnante e scrittrice che si sono confrontati col pubblico sul tema del Legge 219, che amplia il diritto alle scelte sulle decisioni in merito alla propria salute già stabilito dall’articolo 32 della Costituzione, ma nel 2017 ridefinito in base ai progressi della medicina.

L’avvocato Palasciano è intervenuto per fare chiarezza in merito alla legge 219 facendo notare che

“tre punti della legge sono importanti: la volontà attuale del paziente, cioè il cosiddetto consenso informato; la volontà futura, cioè il testamento biologico, le disposizioni anticipate di trattamento; la programmazione delle cure. Quello che mi interessa trasmettere in questo intervento è che compilare la DAT in modo corretto per chi vuole avvalersi di questo strumento è utile a evitare che un domani ci siano discussioni, mancata applicazione, accantonamento, contrasti tra il fiduciario o l’amministratore di sostegno in mancanza del fiduciario e alla fine la disapplicazione di queste volontà espresse per il futuro. Il punto fondamentale della legge è poi quello relativo ‘all’adeguata informazione medica‘ che comporta di doversi confrontare con persone che abbiano competenze mediche in grado di farci indicare le terapie da rifiutare o accettare in casi estremi. Pertanto è importante che chi si accinge a utilizzare questo strumento legislativo menzioni di essersi informato presso un medico e ne citi anche il nome in modo da evitare futuri incertezze che portino alla mancata applicazione”.

Il medico Simone Corri ha invece illustrato qual è la prassi da seguire per il cittadino che voglia compilare la DAT, ricordando che “spesso le persone vengono da noi (Pallium) per compilare la DAT temendo l’accanimento terapeutico nel caso di gravi condizioni di salute. Tuttavia la legge prevede che non vengano messi in essere trattamenti futili, ma non basta dire che si è contrari all’accanimento terapeutico, quanto più specificare a quali trattamenti in particolare ci si riferisce.”

Una volta che il cittadino ha compilato la DAT, questa passa all’Ufficio di Stato civile del Comune di appartenenza e Valeria Gandolfo ha pertanto spiegato: “Noi dell’Ufficio di Stato civile abbiamo una funzione sostanzialmente notarile e quindi dobbiamo verificare se la persona che abbiamo davanti e che consegna la DAT sia capace di intendere e di volere. Fatti gli accertamenti e le dovute verifiche per constatare che non sussistano interdizioni. Il deposito deve dunque avvenire personalmente e ovviamente non per delega e può essere fatto presso di noi, dove è gratuito essendo una funzione di legge, o presso un avvocato o un notaio. Dal 1° febbraio 2020 l’Ufficio di Stato civile è diventato per le DAT una sorta di sportello del Ministero della Salute”.

Maria Concetta Salemi ha invece raccontato la sua toccante esperienza che l’ha indotta a contattare Pallium per compilare la DAT. Infatti, ha spiegato: “è stata una decisione lunga e anche sofferta indotta dalla situazione vissuta con mia madre che ha impiegato molto tempo per morire. Se ripenso a quei giorni rabbrividisco per le sofferenze che mia madre ha subito. Io e mia sorella ci siamo spesso interrogate sul da farsi: il problema è che i miei genitori erano molto attaccati alla vita e noi figlie non ci siamo sentite di decidere per mia madre. Io non voglio ora che le mie figlie ripercorrano la stessa dolorosa esperienza vissuta da me e sono fermamente decisa ad andarmene con dignità.”.

Le iniziative hanno registrato un considerevole successo di pubblico: molti sono stati infatti coloro intervenuti per fare domande, chiarire dubbi e rendersi consapevoli su tematiche tanto importanti.

PAT – PIRAMIDE ALIMENTARE TOSCANA: https://www.regione.toscana.it/piramide-alimentare-toscana/i-livelli-della-piramide

DODECALOGO IARC:

  1. Non fumare. Non fare uso di tabacco.
  2. Non fumare in casa.Appoggia le politiche contro il fumo sul luogo di lavoro;
  3. Fai in modo di mantenere il peso corporeo salutare;
  4. Sii fisicamente attivo tutti i giorni.Limita il tempo che trascorri seduto.
  5. Segui una dieta sana: mangia principalmente cereali integrali, legumi, verdura e frutta; limita i cibi ad alto contenuto calorico (cibi con alto contenuto di zuccheri e grassi) ed evita le bevande zuccherate;
  6. evita la carne conservata; limita la carne rossa e i cibi ad alto contenuto di sale;
  7. Se bevi alcolici, limitane l’assunzione.Per la prevenzione tumori non è consigliabile bere alcolici;
  8. Evita lunghe esposizioni al sole, con particolare attenzione ai bambini. Usa le protezioni solari. Non utilizzare lampade solari;
  9. Sul luogo di lavoro, proteggiti dall’esposizione ad agenti cancerogeniseguendo le istruzioni in merito alla sicurezza;
  10. Controlla se in casa sei esposto ad alti livelli di radiazioni radon. Attivati per ridurre i livelli di esposizione al radon.
  11. Assicurati che il tuo bambino sia vaccinato per: Epatite B (per i neonati) Papillomavirus – HPV (per le ragazze).
  12. Aderisci ai programmi di screening per: cancro all’intestino (uomini e donne) cancro al seno (donne) cancro alla cervice (donne).

LEGGE SUL CONSENSO INFORMATO E SULLE DAT: http://www.salute.gov.it/portale/dat/dettaglioContenutiDat.jsp?lingua=italiano&id=4953&area=dat&menu=vuoto#:~:text=Come%20richiamato%20all’articolo%201,tranne%20che%20nei%20casi%20espressamente

 

a cura di Serena Bedini

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