Vaccini, le nostre considerazioni

Nel 1979 l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiarò ufficialmente che il vaiolo era eradicato. Trecento anni prima, l’intuizione di Edward Jenner che aveva osservato che le persone infettatesi col vaiolo bovino (“variolae vaccinae”, da qui il termine “vaccino”) erano immuni dal vaiolo, dette avvio ad una importante attività di sperimentazione. Nel 1881 fu Louis Pasteur ad estendere il termine e il principio alle nuove vaccinazioni e gli scienziati dell’epoca arrivarono ben presto a concludere che quella delle vaccinazioni era l’unico mezzo possibile per contrastare le grandi epidemie che uccidevano molta parte della popolazione.

Quando, durante l’annuncio di questo trionfo medico, fu chiesto quale sarebbe stata la nuova malattia da sconfiggere al Direttore del programma di eradicazione Donald Henderson, rispose: “La cattiva gestione della sanità”. Per fare una esemplificazione di buona gestione della sanità, nota a tutti, possiamo parlare del virus del vaiolo. Negli anni Settanta il vaiolo risulta confinato al solo Corno d’Africa, ed è del 1977 l’ultima segnalazione di un caso di vaiolo in Somalia. Dopo minuziosi controlli effettuati in tutto il mondo, nel 1980 l’OMS può finalmente dare il suo annuncio al mondo: il vaiolo è stato eradicato dalla Terra.

La vaccinazione è infatti un fondamentale intervento di Sanità Pubblica, che ha lo scopo di proteggere da malattie gravi o potenzialmen-te letali sia l’individuo che la comunità. Grazie alle vaccinazioni negli ultimi decenni si è ridotto in maniera rilevante il numero di patologie gravi come la mortalità dei bambini vaccinati e le forme di disabilità infantile nel mondo. L’occasionale rinuncia di alcuni genitori alle vaccinazioni obbligatorie per i propri figli, spesso sulla base di fuorvianti informazioni pseudoscientifiche o di credenze errate sulla pericolosità dei vaccini ha portato negli ultimi anni ad una ripresa dell’incidenza di malattie gravi o potenzialmente mortali che sarebbero facilmente evitabili tramite semplici vaccinazioni. Oltre all’importanza della vaccinazione sui singoli individui c’è un aspetto forse ancora più rilevante sulla salute della comunità: si tratta della cosiddetta immunità di gregge. In pratica, immunizzando la maggior parte della popolazione anche gli individui non venuti in contatto con il patogeno vengono protetti interrompendo la catena di infezione.

Nel suo ultimo libro (Bugie mortali, ed Rizzoli) Robero Burioni (Virologo, professore all’u- niversità San Raffaele di Milano), scienziato a sostegno della indiscutibilità dell’obbligo vac- cinale, ripercorrendo un secolo di tristi vicende di tesi antiscientifiche relative alle cure di malattie importanti (AIDS, cancro, ecc.) pone l’accento sul radicamento delle bugie anche nelle questioni riguardanti la salute. Vale a dire: le bugie nella salute come in altri settori, anche meno pregnanti, della nostra vita, hanno facile presa purché interpretino ciò che rappresenta un nostro desiderio. Se una nostra amica, incontrandoci, ci dice che siamo dimagrite, se è quello cui aspiravamo, non ci preoccupiamo di verificarlo, lo prendiamo immediatamente per buono. Oltre a questo aspetto, abbastanza banale, per quanto riguarda i movimenti negazionisti (come quello dei No Vax) ce n’è uno forse ancora più grave, rappresentato dalla parallela costruzione di un’altra verità senza alcun fondamento scientifico. Attualmente, nel nostro paese la discussione sul ddl vaccini tende ad introdurre la possibilità della flessibilità addirittura proponendo soluzioni fantasiose quanto assurde come quella del sottosegretario alla salute, di collocare i bambini non vaccinati in appositi istituti. E’ chiaro che alla politica non deve essere concesso, con la scienza, un confronto simmetrico.

Nadia Boni, Valeria Cavallini, Ylenia Failli, Lucio Bruni, Guido Gherardi, Federica Lachi, Fiorenzo Lapucci

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