nodo barca_James Baldwin

Quello che resta

E’ magrissima, ha il bombolone di ossigeno liquido,  sicuro compagno,  accanto alla sedia,  cammina ricurva per cui  la grande vitalità che sprigiona sembra incongrua. Il suo medico curante ci ha chiamato per “Tirarla un po’ su con delle flebo, decidi tu”. Per colpa del tempo tiranno, il medico telefonicamente ha fatto una sintesi  estrema. La situazione clinica è infatti abbastanza complessa e per capire da che parte cominciare a  “tirarla su”, ci vuole un po’ di tempo. La sola lettura dei documenti clinici richiede quasi mezz’ora.

Carla ha poco più di 80 anni, ha avuto un intervento di gastrectomia totale per un cancro e ora la sua magrezza sembra legata al malassorbimento, ha una BPCO (broncopatia cronica ostruttiva), ha avuto un crollo vertebrale fortunatamente  senza conseguenze sulla motricità,  ha un’epatopatia di natura da determinare. Alla visita, magrezza a parte, emerge una grave difficoltà respiratoria confermata dall’esame obiettivo del torace e un dolore forte a fascia sottocostale che mentre lo descrive,  le fa cambiare espressione: gli occhi sono vivaci, il viso cordiale, ma quando parla del suo dolore si rabbuia e nello strisciare con forza  la mano sull’addome, come a farlo scivolare via, fa una smorfia eloquente. Si riprende subito e dice: “A parte questo sto bene: sono magra ma mangio con appetito e  riesco a fare qualcosa in casa, almeno quando torna qualcuno trovano pronto”. Vive con la figlia che lavora tutto il giorno e con  la nipote che studia medicina “sta per laurearsi, sa? E’ il mio angelo,  è bravissima ma ha perso un sacco di tempo dietro a me sennò si sarebbe  già laureata”.

Iniziamo una terapia di supporto, interviene quindi l’infermiere Lucio con le flebo, imposto una terapia del dolore e Carla sta meglio; sottolinea con eccitazione i piccoli passi avanti che facciamo insieme e  incoraggia i suoi, noi e solo in ultimo lei. Appena può si mette alla macchina da cucire: ha fatto la sarta, come mia madre e glielo dico. E’ una donna curiosa, le fa piacere questa coincidenza e anche a me. E allora mi chiede e parla, sempre con gentilezza e fluidità ma, a seconda dei momenti, anche con qualche pausa per riprendere fiato. Alla parete, tra le altre c’è la foto  di un  cane  che lecca il gelato e anche di lui, il cane di suo figlio,  mi racconta la storia.  Altra coincidenza: il figlio e io abitiamo nello stesso quartiere e i nostri due cani si erano conosciuti al parco.  Se vado a visitarla intorno all’ora di pranzo la trovo sempre in cucina: se non c’è sua figlia, c’è la nipote col fidanzato o il figlio che spesso è lì. Una volta a pranzo c’era la fidanzata del nipote. Nessun risparmio di energia appena ritrovata, anzi ipoteche su quella futura, a credito. E’ sempre molto magra ma ora che il dolore è sotto controllo uscirebbe volentieri: alla riunione dei volontari illustriamo il caso e Alain dà la disponibilità a prenderla in carico. Alle riunioni successive anche Alain,  come noi,   parla con entusiasmo della grande vitalità di quel corpo provato, della vivacità dei suoi pensieri e sentimenti, di come  la sua testa non dimostri 80 anni e di quanto amore sia circondata ma anche di quanto  continui ad assicurarsene. Alain racconta contento che giocano a carte e parlano molto e che l’ultima volta l’ha trovata vestita, pronta per uscire.

Abbiamo assistito Carla per quasi un anno. Ha avuto momenti di aggravamento da cui, con aggiustamenti vari di terapia,  si riprendeva e ogni volta noi eravamo contenti come lei. E poi il  mare: le piaceva molto e quando ne parlava gli occhi le  brillavano ancora di più. Era la fine di luglio:

“Lucio dobbiamo mandarla al mare!”

“Speriamo, ora sta benino. Certo se poi succede come l’ultima volta…”

“Ci telefoneranno e, noi che la conosciamo,  sapremo dare qualche indicazione ai medici di lì”

E Lucio: “… e poi  Marina di Grosseto non è mica tanto lontana! Semmai una flebo si può fare un salto a mettergliela”

Il mese di agosto lo trascorse tutto al mare e tornò abbronzata e felice e anche leggermente ingrassata.   

 

foto di testata di James Baldwin

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